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HaBaWaBa – Prima giocatore e poi Allenatore

La storia incredibile di Francesco della Pallanuoto Carpi che dopo aver partecipato alle prime 3 edizioni del Habawaba da giocatore torna nel 2016 come allenatore.

Eccolo qui, Francesco Iorio della Pallanuoto Carpi nella foto inviata al comitato organizzativo del 1° Habawaba World Festival del 2008 svolto a Castel Volturno (NA). Il piccolo carpigiano classe 1999 era tra i più giovani del gruppo dei 1997 e 1998 ma dimostrava già grande grinta e doti da leader.

  

 

La sua partecipazione al festival continua poi nella stagione successiva, la seconda edizione del festival nel 2009 e la prima al villaggio GeTur di Lignano Sabbiadoro, dove partecipa col gruppo dei 1998 e dove si fa apprezzare per le sue doti di difensore del centro.

Eccolo quindi presente nella terza edizione del Habawaba del 2010, come capitano della squadra delle annate 1999 e 2000, ritirare il premio finale insieme alla squadra.

E poi arriva la nona edizione del Festival Habawaba dove Francesco partecipa come allenatore del gruppo 2005-2006 dopo averli seguiti tutto l’anno a Carpi. Qui si fa valere come sempre guidando la squadra fino agli ottavi di finale del Torneo Silver.

Francesco rappresenta a pieno lo spirito vero e sano dello sport e in particolare della Pallanuoto Carpi che da sempre lavora sui giovani, coltivandoli non solo come atleti ma anche come futuri tecnici e dirigenti.

Ecco le parole a caldo di Francesco al rientro: “Tornare al Habawaba da allenatore è stata un’emozione. Ho partecipato da piccolo alle prime tre edizioni e tornare nello stesso ambiente dopo sei anni mi ha fatto guardare al percorso che ho fatto e mi ha fatto sentire fiero di me e della mia società, che mi ha sempre dato opportunità come queste per crescere come persona e come atleta. Dopo questa esperienza, posso dire che quello dell’allenatore non è un compito semplice, perché i bambini hanno bisogno di essere seguiti in ogni cosa, perciò ho sentito una grande responsabilità su di me: volevo fare sì che si godessero il festival come ho potuto io. Allora ciò che è necessario è farli giocare con tante squadre diverse, farli confrontare con altri ragazzi affinché possano crescere anche loro in questo bellissimo sport. Ho provato ciò che hanno provato loro sebbene non fossi in acqua: la gioia per la vittoria, lo sconforto per la sconfitta, la rabbia per un errore… Sono tutte emozioni che sentivo e sento tuttora da atleta, ma un allenatore non può lasciarsi condizionare, deve saper incoraggiare la squadra, far capire gli errori per rimediarli, insegnare ai ragazzi a giocare insieme come una vera squadra e motivarli a dare il massimo per se stesso e per i compagni. Per questo ho sentito una grande responsabilità”. E poi Francesco conclude con quello che è lo spirito della Pallanuoto Carpi e del festival HabaWaba: “Inoltre, vedere così tanti bambini che si divertono a giocare a pallanuoto mi ha dimostrato che questo sport, forse non così diffuso, in realtà può coinvolgere tanti giovani, tanto è vero che dalle prime edizioni il numero dei partecipanti è molto aumentato. Partecipare prima da atleta mi ha fatto sentire parte di un obiettivo di cui ora mi sento anche promotore da allenatore: diffondere il gioco della pallanuoto”.

La Cabassi Pallanuoto Carpi ringrazia Francesco e gli augura una lunga carriera da giocatore e da allenatore.